Finanziamenti per l’imprenditoria femminile

Sono sempre di più le donne che riescono ad aprire e gestire imprese di vario genere. Ormai è ora di mettere da parte la figura classica dell’imprenditore maschi, le donne hanno le stesse capacità se non superiori rispetto ai loro colleghi uomini poichè sono dotate di estrema creatività e determinazione. Oggi vogliamo quindi rivolgerci al nostro pubblico femminile principalmente e dar loro qualche dritta su come avviare un’ azienda richiedendo i finanziamenti corretti allo Stato.

Cominciamo parlando delle agevolazioni disponibili ovvero le tipologie di finanziamenti che un’ imprenditrice può richiedere. Fra i più diffusi troviamo il finanziamento a fondo perduto che prevede la non restituzione di una parte del prestito agevolando così chi comincia un’ attività. I fondi regionali sono finanziamenti erogati direttamente dalla regione di appartenenza dell’ azienda e vengono concessi a discrezione del consiglio regionale previa valutazione della richiesta. La riduzione d’imposta invece viene concessa in alternativa al fondo perduto, essa prevede infatti alcuni costi detraibili nella dichiarazione dei redditi che possono dare un po’ di respiro all’ impresa. Il finanziamento agevolato invece, come dice il termine stesso prevede delle agevolazioni sul prestito che verrà concesso al richiedente.

Entrando nello specifico dei requisiti che deve avere un’ impresa per godere di suddette agevolazioni e finanziamenti ed essere considerata “femminile” è necessario che:

–L’impresa abbia meno di cinquanta dipendenti.
– Fatturato annuo: non più di 5 milioni di euro.
– Stato patrimoniale: non più di 2 milioni di euro.

sono considerate femminili:

– Le ditte individuali gestite da donne.
– Società cooperative o di persone costituite per almeno il 60% da donne.
– Società di capitali le cui quote di partecipazione siano, per almeno 2/3, in possesso di donne.
– Imprese, consorzi, associazioni, servizi di consulenza e assistenza le cui quote siano possedute per almeno il 70% da donne.

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